L’Italia spiegata a mio nonno

Ecco la quarta di copertina di un libro molto interessante, che rispecchia in toto il mio modo di vedere la politica per i (o più che altro a discapito dei) giovani, attuata in questi ultimi anni, e allo stesso modo il mio essere ottimista e pieno di voglia di far valere l’ orgoglio dei giovani (bè, sì, non sono ancora trentenne, dai) che vogliono far sentire che “un altro modo di fare politica è possibile”.

Ma se ti dicessi la parola “futuro”, nonno, cosa ti verrebbe in mente? Ho deciso di parlarne a te, nonno.
Tu che quanto me hai a cuore il futuro, sarai mia sponda e sostegno. Ho deciso di provare a spiegarti,
nonno, in questa specie di lettera aperta, in queste righe scritte con il cuore, quanto la nostra amata Italia si sia cacciata in un gorgo impazzito mellosmall1dove il futuro è bandito. Proverò a spiegarti come lo sport più in voga delle “power élite” italiane sia stato negli ultimi anni quello di rimandare ogni problema sulle spalle dei futuri cittadini».
Se esiste un tratto comune delle scelte politiche compiute in Italia negli ultimi decenni, sembra essere proprio la difficoltà di pensare e immaginare il futuro. E il risultato di questa incapacità è stato, purtroppo, la scelta di rinviare la soluzione dei problemi di oggi a un domani indefinito e incerto, in cui, chi adesso decide, di sicuro non ci sarà più.
Federico Mello, senza ricorrere a vana retorica o vuota e facile indignazione, prova a spiegare a suo nonno, un nonno come tanti altri e che forse neppure esiste davvero, che cosa è diventata l’Italia mentre la sua  generazione, quella nata prima della fine della guerra e che ancora occupa i posti chiave della politica e dell’economia, è diventata la generazione degli «anziani». Perché l’Italia in cui il nonno dell’autore (e tutti i nonni di chi oggi ha tra i venticinque e i trentacinque anni) ha passato la maggior parte della sua vita semplicemente non esiste più. O quanto meno, non esiste più per i loro nipoti. Non esiste più il posto fisso e neppure il lavoro dipendente. Non esiste più la certezza della pensione e persino la famiglia, da tutti difesa a parole, si va via via estinguendo, soprattutto tra i più giovani, sempre più tardi autonomi e  indipendenti.

L’Italia spiegata a mio nonno (apparso per poche settimane su internet in versione ridotta e divenuto subito un fenomeno di culto) è un accorato appello rivolto a «una folla di potenti in età da bocciofila» e a tutti i giovani italiani che devono incominciare a farsi sentire. Un appello a favore dell’innovazione, dello svecchiamento, del coraggio necessario a ideare nuove risposte per nuovi bisogni. Un appello a tutti quegli italiani che, indipendentemente dall’età anagrafica, sanno che ormai è indispensabile tornare a programmare un futuro equo per tutti. Anche per quelli che verranno.

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2 risposte a L’Italia spiegata a mio nonno

  1. mello ha detto:

    grazie per la recenzione andrea 🙂

  2. trendinterinale ha detto:

    bravo andrea!! continua così..anch’io ammiro molto fede mello e l’abbiamo intervistato infatti sul portale dove lavoro: showfarm

    ciao

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