Il mondo degli studenti, il mondo dei professori

Una lettrice di Generazioneblog commenta così un post/lettera sulla protesta nelle scuole di studenti e insegnanti :

Fede, c’è poco da entusiasmarsi. In questa lettera non si parla mai e dico mai degli studenti, che invece dovrebbero essere coloro per i quali la scuola è fatta. La scuola qui appare per quello cui è realmente ridotta: il parcheggio di chi non riesce a trovare un altro lavoro. che tristezza

ho quindi dato il mio punto di vista, secondo me su un punto importante ma probabilmente poco messo in risalto:

Posso dire una cosa?
Perchè si intende il mondo degli studenti e quello degli insegnanti come due mondi separati? Sfido tutti a dire chi era il prof con cui si sono trovati meglio. Scommetto che per molti questa risposta è “quello con cui si discute, a cui si spiegano i propri problemi e che magari ci spiega anche, senza la rigidità dell’istituzione scuola, come vanno le cose. Quello più vicino a noi, insomma”. Aggiungerei anche “sempre nel rispetto dei ruoli”
Ecco, posto che io a insegnare a scuola ci sono stato solo 2 settimane, è quello che ho provato a fare. Ma mi spiegate voi come si può instaurare un rapporto del genere oggi se, quando va bene, si è fortunati se i professori cambiano dopo 6 mesi?
La vogliamo dire in termini di “scuola=azienda” ??? Il lavoratore con maggiore sicurezza del posto può rendere meglio, e può maggiormente soddisfare il rapporto con la clientela.
Ultimo chiarimento. Il problema-precariato è solo UNA delle motivazioni della protesta…

Quindi, al commento di Maso:

"(…) ma il modo fatato dei nostri genitori dove uno va a lavorare in un posto, ci sta 30 anni (s epuò anche meno), poi lavora, guadagna, compra casa/e, mette da parte dei soldi e va in pensione a 55 anni a non fare un caxx (o ancor peggio a lavorar ein enro ma anche no) è finito.(…)"

Ecco il mio punto di vista:

"Forse il problema è diverso. Qui (sempre nell’eguaglianza scuola=azienda che fa tanto “scuola moderna”)il prodotto che si crea è la mente, la formazione e la cultura dei ragazzi.
Posto che non c’è da essere ipocriti, perchè io non è che abbia studiato alle superiori ’sto granchè, ma il precariato a scuola vuol dire mancanza di programmi a lungo termine. E soprattutto, discontinuità.
Io immagino cosa voglia dire per uno come me, molto distratto e che ha bisogno di stimoli per studiare, vedere cambiare non so quanti prof ogni anno, per non dire nello stesso anno scolastico. Vuole dire perdere continuamente il filo del discorso, e riprendere daccapo con persone nuove e metodi di insegnamento nuovi…come se alla Scuola non interessi poi così tanto la mia istruzione."

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2 risposte a Il mondo degli studenti, il mondo dei professori

  1. Zanzi ha detto:

    Io al liceo ho cambiato professori praticamente ogni anno, anzi… anche più volte all’anno: in terzo avrò avuto forse 3 o 4 docenti di italiano e latino diversi. La difficoltà più grande consiste nell’adattarsi a diversi metodi di insegnamento e di conseguenza di studio. Per non parlare poi degli inevitabili ritardi sullo svolgimento del programma e puntualmente si arrivava alla fine dell’anno con autori mai trattati e che restavano sconosciuti! Non ti restava che studiarteli da solo o dirgli addio!
    Ciao..

  2. anonimo ha detto:

    A me pare che sta riforma una volta a regime, creerà più problematiche di quelle che vi sono attualmente
    (e già non sono poche ndr) …
    Ad ogni livello:
    Studenti – Insegnanti – Famiglie
    Ed è tutto dire.

    Sono molto curioso di vedere i mirabolanti benefici per le casse dello stato che mi paiono il motivo principe della scelta;
    ovviamente un sospetto ce l’ho, ma non voglio essere prevenuto …

    autistaxcaso

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