Eluana

Questo per molti sarà visto come l’ennesimo parere della blogosfera. Ma è la mia, pur insignificante, opinione. E se non scrivo qualcosa blocco il blog, perché non riesco a postare altro se non mi tolgo questo sassolino, anche perché è nei miei pensieri da giorni, da prima che arrivasse la sua ora.

Per mesi, anni abbiamo visto quelle foto. Una ragazza carina, un gran bel sorriso, occhi neri luminosissimi.
Sono foto che trasmettono vita.
Ma sono foto di 17 anni fa. DICIASSETTE anni. Immaginate una ragazza di 20 anni, poi immaginate la stessa persona, a trentasette. Fatelo paragonando le vostre foto di oggi con quelle di diciassette anni fa, o quelle di vostra madre a 20 anni rispetto a 37.
Che poi, quanti anni aveva, esattamente Eluana? Venti? Ventuno? Ogni notizia riportava età e date diverse, come fosse qualcosa di astratto, quasi come se un anno in più o in meno non facesse differenza. Figuriamoci diciassette anni…
E allora, perché ci nascondiamo dietro a un dito?
Perché non diciamo effettivamente che non è stato un omicidio, ma solo la fine di una troppo lunga sofferenza?
Perché non la smettiamo di pensare o di far credere che è morta quella stessa persona delle foto? Non è così. Non lo credevo dieci giorni fa, non lo credo ovviamente nemmeno ora che le circostanze mi hanno dato, ahimè, ragione: le testimonianze di chi, prima di parlare a vanvera, ha visto in che condizioni fosse, i pareri dei medici che, già 15 anni fa, avevano chiaramente definito la situazione irreversibile, e per concludere il fatto che, nonostante tutti gli esperti dicessero che avrebbe vissuto ancora dieci giorni, il suo fisico era così debilitato che ne sono bastati due per far finire questa agonia. Dimenticavo: anche in caso di miracoli, in pochi hanno fatto notare che la riabilitazione sarebbe stata pressoché impossibile, visto che la spina dorsale era rotta: sarebbe stata comunque paraplegica per sempre.

Mia nonna è morta dopo più di due anni di sofferenze per un tumore al cervello. Avevo sedici anni, e non posso dimenticare che la mia prima reazione alla notizia è stato un pensiero di cui non mi vergogno: “Finalmente”. Sia perché aveva smesso di soffrire, sia perché – forse un po’ egoisticamente –  non volevo che nei miei ricordi restasse una donna malata e costretta dolorosamente a letto, anziché quella con cui sono cresciuto. Lo stesso “finalmente” volevo dirlo per Eluana, perché era il mio pensiero. Quando l’ho saputo, è stato diverso. Di certo, in nessuno dei due casi ero felice. Non si può essere felici per una morte. Però è come se qualcosa fosse stato rimesso al posto che gli spettava. Ma questo qualcosa, quando lo si toglie, lascia comunque uno spazio vuoto…

Grazie ad Eluana, e a quella persona splendida che si è rivelata essere suo padre, sono accadute due cose importanti:
1. La gente ha ricominciato a pensare. E ad avere una propria idea, spesso indipendente dal partito o dal politico di riferimento. E questa, al giorno d’oggi, non è una cosa da poco.
2. Abbiamo conosciuto un uomo che con le sue azioni, senza alzare mai i toni ma con garbo e pazienza, anziché prendere scorciatoie alle prime difficoltà (al primo parere negativo avrebbe potuto portare la figlia in qualche altra clinica d’Europa…) ha fatto in modo che una tragedia personale diventasse un argomento di vivo interesse nazionale. E un disegno di legge “postumo” non potrà di certo nascondere una voglia di vivere e – soprattutto – morire con dignità che, mi pare, buona parte della popolazione sta manifestando.
Spero quindi che, dopo un sacrosanto bisogno di allontanarsi dai riflettori per vivere il lutto e la solitudine e – non dimentichiamocelo – per curare la moglie anch’essa malata, si possa di nuovo sentir parlare di Beppino Englaro, perché di persone come lui credo che l’Italia abbia bisogno.

Delle polemiche e delle barbarie di questi giorni non voglio sinceramente parlare adesso. Questo articolo è dedicato solo a Eluana e a suo padre. Di tutto quello che c’è stato e ci sarà attorno alla vicenda, forse, darò un mio parere in altre occasioni.
Ora non è il momento.

PS: Per la cronaca: Eluana è nata il 25 novembre 1970.  Ha avuto un incidente stradale il 18 gennaio 1992, che l’ha portata ad uno stato di coma irreversibile.
Ha smesso di morire il 9 febbraio 2009.

Ironia della sorte, dopo le tante richieste della famiglia di allontanare i riflettori da questa vicenda privata, il cuore di Eluana si è fermato alle 20:10. Giusto in tempo per la prima serata.

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3 risposte a Eluana

  1. SchwarzNana ha detto:

    … Sono ASSOLUTAMENTE daccordo con te…
    …”Ha smesso di morire…” Qui si racchiude il tutto…

  2. autistaxcaso ha detto:

    Sono d’accordissimo con te …

    E ce ne sarebbero troppe da dire non da ultima quella che tante persone hanno squallidamente cavalcato la vicenda per restare sotto la luce dei riflettori …

    Finalmente quei riflettori si sono spenti per sempre e speriamo che nessun altro italiano debba soffrire così tanto per mettere in pratica la propria volontà …

    Tante persone si dovevano x un attimo immedesimare in quello stato vegetativo assoluto e perenne …
    Chissà che tutto non sarebbe stato più chiaro …
    E più semplice

  3. SchwarzNana ha detto:

    >

    Per risponderti… Mi fa piacere che ci sia qualcuno che, come me, abbia pensato ed esclamato : Finalmente! … Detesto chi pensa di dover dire qualcosa solo perchè risulta “politicamente corretto”, solo per seguire la massa… Quella massa di pecore guidata dal peggiore e più ignorante dei pastori…( e la cosa peggiore è che, in quanto italiani, non possiamo nemmeno lamentarci.. E’ stata fatta la volontà del popolo, dopotutto… Poi si chiedono perchè i giovan non vanno a votare… )
    Comunque hai ragione, Eluana merita un pensiero, una parola “puliti”, dedicati solo a lei… Un bacio.

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