Giampilieri, il Senato e il sangue amaro (tutto grazie a Facebook)

Facebook, tra tante qualità e tantissimi difetti, ha il pregio di far parlare. Anche persone che non si conoscono. Anche persone che non si trovano d’accordo.E’ capitato così, oggi, che andando a leggere una nota di un amico, è cominciata una discussione abbastanza accesa e interessante.

Non è passato al Senato l’emendamento che prevedeva lo stanziamento di 100 milioni di euro per far fronte alle esigenze delle popolazioni di Messina e di Scaletta Zanclea, colpite dal recente alluvione.
Il testo di modifica al disegno di legge era stato proposto dal senatore Garraffa del Pd. Nel corso della discussione in aula avevano chiesto di aggiungere la propria firma all’emendamento anche Anna Finocchiaro, capogruppo del PD al Senato, Giambrone dell’IDV ed il senatore Pistorio dell’MPA.
La proposta emendativa, sottosposta alla votazione dei senatori con il parere negativo del relatore della maggioranza è stata bocciata con 142 voti contrari e 127 favorevoli.
E’ la nostra Sicilia viene considerata di serie Z ed il motivo, purtroppo, è molto semplice: abbiamo una destra che pensa al proprio tornaconto e far felici gli amici degli amici e non alla gente che ha bisogno!!!
VERGOGNA

(fonte: Facebook | Antonio Paterniti: VERGOGNA )

Tra i vari commenti, uno mi ha colpito in particolare.

La colpa principalmente è cittadini.
E’ una prassi ormai tradizionale soprattutto tra noi meridionali non assumerci le nostre responsabilità, aspettare sempre la pappa pronta dallo Stato, fare dei danni come i bambini confidando che il genitore metta tutto a posto.
Le stesse disgrazie, terremoti ed alluvioni, sono accadute nel nord Italia, i governi sono gli stessi, ma al nord le cose sono andate diversamente, perché? L’unica diversità sono i cittadini, che al nord hanno più senso civico, sono più autonomi nei confronti dello stato, più responsabili, non stanno tutto il giorno a lamentarsi che non c’è lavoro, se lo creano, non si lamentano perché lo Stato non li ha fermati prima che costruissero le case abusivamente in un territorio pericoloso, semplicemente non le costruiscono li.
E te lo dice un meridionale.

Su questo mi sono ritrovato in parte d’accordo. Ma c’è qualcosa che non va bene, in ogni caso, indipendentemente dalla “mancanza di responsabilità” meridionale. Ed è la politica delle promesse. A Giampilieri, in Abruzzo, a Napoli o Palermo, il governo si è speso in prima persona garantendo che si sarebbe risolto tutto, in breve tempo. Come? Non importa. Con quali soluzioni? Non sempre è dato saperlo. Ma in questo modo si crea, a mio modesto parere, una secolare, antipatica prassi: trovare chi ti risolve il problema, e se non lo fa hai il capro espiatorio pronto. Chiamiamolo vittimismo, o come volete voi, ma in questo modo la responsabilità civile va a farsi benedire. Perché rimboccarsi le maniche se già c’è chi ha promesso che ci avrebbe risolto tutti i problemi? Fondamentalmente questa è la base su cui le organizzazioni mafiose si sono infiltrate nel modo migliore nel territorio…

Ma lo stesso commentatore di prima, qualche riga più su, aveva fatto una domanda alla quale nessuno aveva dato una risposta:

Qualcuno mi sa dire le ragioni per cui la maggioranza non ha votato a favore dell’emendamento? La vera ragione non le nostre ipotesi, credo che una discussione seria debba partire da questo dato, se una volta saputo scoprissimo di essere d’accordo? Anche solo in parte?

Come immaginavo nessuno mi sa rispondere con certezza, per carità magari le motivazioni sono risibili, ma si dovrebbe sempre sentire le due campane prima di giudicare, altrimenti si fa il loro gioco.

Accidenti, ha ragione.

Da una ricerca approssimativa su Internet mi sono solo trovato a leggere lo sconforto di chi aveva proposto l’emendamento. Così, sono andato direttamente alla fonte, ovvero il sito del Senato della Repubblica, con il resoconto della seduta:

Passiamo alla votazione dell’emendamento 2.3000 (testo 3)/25.
D’ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D’ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, intervengo su questo emendamento e sul successivo 2.3000 (testo 3)/26, che prevedono uno stanziamento per i Comuni di Messina e di Scaletta Zanclea, colpite – come è noto – da una recente alluvione. Capisco che le difficoltà sono moltissime e non voglio per questo svolgere un ragionamento che potrebbe sembrare strumentale. Ricordo però che, dopo solo un mese dalla disgrazia che ha colpito Messina e che ha fatto 38 vittime, oltre ai dispersi, la Protezione civile ha avviato una preliminare ricognizione del fabbisogno economico‑finanziario necessario per realizzare i primi interventi che possano portare alla normalità almeno le famiglie (circa 700 persone) che ancora oggi sono sfollate e ospitate presso gli alberghi cittadini. L’impossibilità di trovare in una manovra finanziaria come questa le risorse da funzionalizzare in via esclusiva a questo tipo di intervento ci sembra obiettivamente di pessimo gusto. Mi fermo qua per un atto di riguardo e per l’estrema serietà dell’argomento.
PRESIDENTE. Senatore D’Alia, le sto concedendo due minuti perché lei sta illustrando due emendamenti.
D’ALIA (UDC-SVP-Aut). Concludo, perché non voglio fare polemica su questa vicenda, ma voglio solo rivolgere un appello a lei, signor Presidente, e ai colleghi della maggioranza perché ritengo che su questo argomento sarebbe opportuno che il Senato desse un segnale di pronto intervento diretto alla città e alle vittime, così come pronto è stato l’intervento delle istituzioni in occasione della tragedia. Con l’occasione, signor Presidente, chiedo la votazione mediante procedimento elettronico dell’emendamento 2.3000 (testo 3)/25.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Signor Presidente, per la parte di maggioranza che rappresento, piccolissima e inascoltata, aggiungo la mia firma all’emendamento 2.3000 (testo 3)/25 e invito il Governo a trovare le risorse per realizzare l’intervento che esso propone.
FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, aggiungo la mia firma e quella del senatore Garraffa all’emendamento appena illustrato dal presidente D’Alia.
GIAMBRONE (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBRONE (IdV). Anch’io, signor Presidente, aggiungo la firma di tutti i membri del Gruppo dell’Italia dei Valori agli emendamenti 2.3000 (testo 3)/25 e 2.3000 (testo 3)/26.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, precedentemente avanzata dal senatore D’Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell’emendamento 2.3000 (testo 3)/25, presentato dal senatore D’Alia e da altri senatori. Dichiaro aperta la votazione. (Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
(…)
Passiamo alla votazione dell’emendamento 2.3000 (testo 2)/26.
D’ALIA (UDC-SVP-Aut).
Chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, di tale emendamento.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D’Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico. (La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell’emendamento 2.3000 (testo 3)/26, presentato dal senatore D’Alia e da altri senatori. Dichiaro aperta la votazione. (Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
(fonte: Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 282 del 13/11/2009 )

Era come immaginavo. Nessuna dichiarazione da parte della maggioranza o del Governo (a parte un “Esprimo parere contrario sugli emendamenti 2.3000 (testo 3)/1, 2.3000 (testo 3)/2, 2.3000 (testo 3)/3, …” Da parte del relatore Saia), solo voto contrario. Peccato, anche una motivazione del tipo “non ci sono soldi” sarebbe accetta. Probabilmente avrebbero dovuto pensarci quando hanno promesso, ma ci sta. Ma quello che mi ha più colpito è stato quello che è accaduto subito dopo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell’emendamento 2.300 (testo 3)/27.
MARCUCCI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCUCCI (PD). Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, nell’aggiungere la mia firma all’emendamento in esame, vorrei ricordare che la tragedia di Viareggio è questione di credibilità dello Stato. Sono stato tra coloro i quali hanno plaudito alla visita del Presidente del Consiglio il giorno immediatamente successivo alla disgrazia immane che ha colpito questa città toscana. Impegni precisi sono stati assunti e mi auguro che questo Parlamento nella giornata odierna, con l’approvazione di questo emendamento, voglia dare seguito a quegli impegni presi dal Governo e, quindi, dalle istituzioni italiane. (Applausi dal Gruppo PD).
BALDINI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALDINI (PdL). Signor Presidente, anch’io aggiungo la mia firma all’emendamento 2.300 (testo 3)/27. Ritengo molto importante che si rifletta meglio sulla situazione drammatica che si è creata nella mia città e, quindi, sull’opportunità di approvare l’emendamento in esame.
SAIA, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAIA, relatore. Signor Presidente, chiedo ai presentatori di ritirare l’emendamento e di trasformarlo in un ordine del giorno. (Commenti dal Gruppo PD). Non credo ci sia da ridere, collega Lusi. Non sono giochetti questi. (Commenti del senatore Garraffa).
LUSI (PD). È dall’inizio della discussione del disegno di legge finanziaria che chiedete di trasformare gli emendamenti in ordini del giorno!
PRESIDENTE. Va bene, prendiamo atto che non vi è la disponibilità ad accogliere la sua richiesta, senatore Saia.
INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico. (La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell’emendamento 2.3000 (testo 3)/27, presentato dalla senatrice Granaiola e da altri senatori. Dichiaro aperta la votazione. (Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
(fonte: Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 282 del 13/11/2009 )

Propone il PD. Sottoscrive l’emendamento un senatore del PdL (di Viareggio). Nessun commento. Emendamento bocciato.

Fegato ingrossato. Probabilmente sarebbe stato meglio non approfondire l’argomento.

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