Questo paese, alla facciaccia vostra, sta cambiando

Oggi sono stato alla consueta recita di Natale di mio figlio grande, che ha dieci anni e frequenta la quinta elementare: nella sua classe, tra gli altri, ci sono due bambine con genitori cinesi, due con genitori filippini, un bambino con genitori marocchini e uno con genitori cingalesi.
Ebbene, qualcuno storcerà la bocca e mi darà del retorico, ma fa niente: sta di fatto che vederli recitare tutti insieme, col sorriso sulla bocca, la poesiola un po’ scema in cui ciascuno di loro parlava di un altro restituiva una sensazione piuttosto rassicurante.
In Italia, amici miei, c’è un sacco di gente (sono gente, i nostri figli, e la cosa sarà sempre più evidente man mano che crescono) che si sta abituando a stare con gli altri indipendentemente dal colore della loro pelle, e che trova la cosa naturale, tanto che finisce per non accorgersi della differenza.
Questo paese, insomma, sta cambiando: un cambiamento ineluttabile, i cui risultati saranno palpabili solo fra qualche anno, ma ci saranno eccome.
Alla facciaccia di chi continua a spegnere il cervello e a puntare i piedi.

(fonte: Metilparaben )

Copio e condivido: la situazione alla scuola materna di mio figlio è la stessa.

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