Un amore di padre

L’11 aprile 2009, a pochi giorni dal sisma che ha devastato L’Aquila, Balducci, in una lunga conversazione con Anemone “fa pesare il fatto che si è fatto promotore per l’inserimento delle imprese di Anemone nei lavori post terremoto (“Ti rendi conto? Chi oggi al posto mio si sarebbe mosso?”) ed esce allo scoperto pretendendo in cambio che il figlio Filippo goda di qualche ulteriore beneficio (“Tra qualche giorno compie 30 anni e io mi chiedo come padre: che ho fatto per lui? Un cazzo”)”. Filippo troverà una sistemazione.

(fonte: Balducci e i suoi amici, la cricca degli appalti Ville, escort, assunzioni e auto di lusso – Repubblica.it )

Avevo già scritto, diversi mesi fa, che “In ogni caso, la lettera di un padre che si preoccupa per il proprio figlio è da leggere, che sia il megadirettore galattico o un umile contadino (e non me ne vogliano i contadini per cui porto il massimo rispetto e ammirazione). Poi ognuno tragga le sue conseguenze. Io da padre mi preoccupo, da figlio non mi arrendo. E non accetterei in ogni caso scorciatoie.”

Che schifo.

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