Ci hanno detto “non rientriamo negli schemi”…

Non siamo negli schemi?
A mio avviso la vita va ben oltre gli schemi, se ne strafrega degli schemi, non conosce affatto il concetto di schema. La vita segue la teoria del “caos”. E a me piace pensare di farne parte. Mi piace pensare di non aver seguito la “regola”, di averla infranta. E l’infrangerla mi fa desiderare in forma ancora più sublime e convincente il bambino che ci sta aspettando.
Già, perché nell’adozione non si può più dire “stiamo aspettando un bambino” bensì “c’è un bambino che ci sta aspettando”.

La domanda di idoneità all’adozione.
Non siamo sterili (anomalia?) e siamo tanto, troppo giovani – secondo la veduta di molti – per poter adottare, piuttosto che pensare ad una nuova gravidanza.
E’ così difficile, incomprensibile, inadeguato pensare all’adozione a 28 anni, con un figlio di 5 anni e mezzo e la possibilità di vivere altre gravidanze?

Credo fermamente nella teoria “scelta – decisione – attuazione” in tempi brevi.
Qualunque scelta, qualunque pensiero, qualunque desiderio, se sufficientemente forte e condiviso, deve essere messo in pratica subito, a breve, poiché il tempo non è mai abbastanza, sembriamo immobili, invece ci gira tutto attorno freneticamente.
Lo scotto del non aver avuto abbastanza coraggio nel momento adeguato lo paghiamo poi, quando ci si rende conto che l’immobilità non esiste, e che il tempo è volato, che forse è troppo tardi per poter riprovare.

Dunque ora, a 28 anni, dopo alcuni anni di condivisione con Andrea del tema “adozione” e aver trovato il momento adeguato, il luogo adeguato, la situazione adatta, beh, ora e solo ora si può pensare di fare domanda di adozione.

No, personalmente non mi nego altre gravidanze. Ma come si potrebbe pensare di non voler far nascere un altro bimbo? Con Daniele è andato tutto bene, una gravidanza tranquilla, ho potuto passare sei mesi della mia vita a far nulla senza che nessuno me lo facesse pesare. E poi il parto, è stato naturale, vissuto privo di dolore, poiché mi è stata praticata l’anestesia epidurale. Ho incredibilmente un ricordo positivo del parto, rispetto ai molti racconti che io definisco “raccapriccianti” di altre mamme. Si, uno sforzo immane, che mai avrei pensato di dover compiere, quasi non ci volevo credere che ci volesse una forza tale per aiutare il bambino a nascere, però immagino che uno sforzo simile associato ad un dolore insopportabile possa rivelarsi in effetti un trauma che non si dimentica… nel mio caso quasi mi vanto di non aver avuto complicazioni, tantomeno di non aver provato dolore fisico.

Un giorno Andrea ed io ci guarderemo negli occhi e sicuramente leggeremo in noi il momento giusto per poter pensare ad una “new entry”.

Ora però nella mia testa c’è solo questo bimbo, che già stava lì, desiderato, sulle carte portate in Tribunale, un bimbo che non idealizzo in nessun modo, non ha un colore definito o definitivo: lo vedo in tutti i bimbi che incontro, al centro commerciale seduto nei carrelli, al giardino pubblico, per strada, lo vedo fra i bambini con cui gioca Daniele, in particolare LA vedo, se si potesse scegliere, sarebbe femmina, e questo è un dettaglio condiviso da entrambi.

No, 28 anni non sono pochi. L’integrità fisica e psichica di una donna si ha in questa fase, anzi: pare che sia “già tardi” per alcuni ginecologi…. A noi il caso ci ha portato un figlio nel momento biologicamente più adeguato per poter avere un bimbo… un tempo le partorienti di oltre i trent’anni venivano definite “primipare attempate”, quasi un po’ “vecchiotte”, era considerate quasi strane, fuori dalle regole. E dunque simili a me. 🙂

I tempi sono cambiati, anche se non credo molto nelle madri a quarant’anni – e dire che ne sono figlia – poiché leggo nel rapporto che ho con Daniele un approccio diverso, è come non aver mai abbandonato i giocattoli, e ritrovarsi ora a continuare a giocare con il proprio figlio, a organizzare le giornate sul filo del “ludico costante”. Non è stato lo stesso con i miei genitori, certamente diversi dopo aver dovuto affrontare le difficoltà di una ricostruzione post-terremoto, a dir poco un vissuto tremendo.

Tutti coloro con cui abbiamo parlato di adozione ci hanno sempre lasciato con una frase significativa: “i neonati potete scordarveli”, anche all’ ”International Adoption” è stato lo stesso…. Anzi: più grandi sono, meglio è, poiché sono i bambini più grandicelli che ormai non hanno più speranze di essere adottati nel loro paese e dunque vengono proposti per l’adozione internazionale per avere più chance di trovare una famiglia.

Il desiderio di avere un bimbo di fascia 2-4 anni è un pensiero a mio avviso indotto. In primis da queste considerazioni, assai frequenti da parte degli enti; seconda motivazione poiché la fascia successiva a quella neonatale non può che essere 2-4 anni… terzo poiché scaricando i modelli da internet per la domanda al Tribunale (da un sito sbagliato) già era necessario crocettare la fascia d’età che si desiderava. E noi abbiamo, con il criterio descritto ora, crocettato la fascia 2-4 anni.

Non ho, da quel momento, granchè pensato ad un neonato. E per neonato penso “bimbo di 10 giorni”. Già pensare ad un bimbo di 10 mesi non mi rientra nella fascia “neonato”.
Si, la nostra età ci può permettere di vederci abbinati ad un bimbo molto piccolo. Ma tutti gli enti a cui abbiamo chiesto informazioni, ripeto, ci hanno fatto scordare questa opzione certo non impossibile, ma ben poco frequente.
Vedremo se la cosa sarà realisticamente possibile, chissà.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in io. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...