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Quote latte: Dolcetto o scherzetto

Manca ancora un mese alla notte di Halloween, ma la maggioranza di governo prima dell’ultimo voto di fiducia, su insistenza della Lega Nord, ha inserito nella legge 122/2010 con l’articolo 40 bis una proroga di sei mesi del termine per il pagamento delle sanzioni comunitarie a carico dei produttori di latte inadempienti, note comunemente come “quote latte”.
La legge 122 , che ha convertito il decreto legge noto come “Manovra d’Estate”, proposto dall’inossidabile ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è sostanzialmente un anticipo della legge finanziaria 2011, ed è stata approvata bloccando in Parlamento ogni dibattito anche nelle file della maggioranza, con l’alibi di dover ottemperare ai pressanti richiami dell’Unione Europea ai paesi mediterranei, per rientrare quanto prima nei parametri finanziari di Maastricht ed evitare di “fare la fine della Grecia”.
La politica del massimo rigore finanziario ha presentato però questa vistosa eccezione con effetto limitato a poco più di 1.500 allevatori, in quanto gran parte dei produttori di latte che avevano superato i limiti previsti dalla normativa comunitaria, ben 11.500, si sono già messi in regola aderendo alla Legge n. 119/2003, e su di essi la nuova normativa non ha effetto in quanto le rate non sono scadute alla data del 30 giugno 2010, ma scadranno al 31 dicembre di ciascuno dei 14 anni di rateazione, secondo quanto affermato dal presidente dell’AGEA Dario Fruscio.
In questi giorni infatti proprio l’AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) ha diffuso i dati relativi alla stagione agricola 2009/2010, che indicano come per la prima volta da oltre 20 anni il nostro Paese, non abbia superato la quota di produzione di latte assegnata dalla Ue: le tonnellate di latte consegnate sono state pari a 10.492.000 contro un quantitativo nazionale di riferimento di 10.895.000.
La legge 122 ha portato anche ad una modifica del sistema di riscossione dei tributi da parte di Equitalia, del quale forse i protettori degli allevatori inadempienti non si sono accorti, e quindi, se non interverranno altri scherzetti, l’AGEA potrà consegnare a giorni alle esattorie i ruoli esecutivi a carico dei produttori di latte che, destinatari di multe, non hanno aderito alla rateazione prevista dalla legge del 2003.
Sembrerebbe quindi che lo scherzetto della Lega, con il beneplacito di Tremonti, si trasformi in un dolcetto per i 1.500 allevatori riottosi, perché leggendo le statistiche sull’andamento della riscossione a mezzo ruoli esattoriali nella recente relazione della Corte dei Conti sull’affidabilità del rendiconto del Bilancio dello Stato al 31 dicembre 2009, si rileva che la previsione di riscossione dei ruoli è pari al 17%, ovvero che solo un sesto delle somme iscritte a ruolo viene effettivamente incassata. Secondo i dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate l’83% del valore dei ruoli affidati al 31 dicembre 2009 agli esattori, pari a 197.029 milioni di Euro, non sarà mai riscosso, con una perdita potenziale per l’Erario di 163.534 milioni di Euro.
Di questa voragine nei conti pubblici non parla proprio nessuno, anche se la relazione della Corte dei Conti da cui sono tratti i dati utilizzati in questo articolo è pubblicata all’indirizzo web sotto indicato, accessibile anche a tutti gli uomini politici che ci inondano di dichiarazioni su lealtà, tenuta della maggioranza, programma di governo, e così via:  Relazione nel giudizio sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2009 – Volume sull'”Affidabilità dei dati contabili” .
Se questo è l’andamento delle entrate pubbliche per la riscossione coattiva delle imposte e sanzioni non pagate, forse un litro di latte costerà al cittadino italiano molto di più del prezzo pagato al dettaglio.

Questo interessantissimo articolo non è mio, ma l’ho letto oggi su un giornale che consiglio caldamente: si tratta di Konrad , giornale free press, scritto e distribuito gratuitamente (“Il guadagno è zero virgola zero: tutto il ricavato del Konrad è sempre servito solo per farlo crescere, aumentando le pagine, la tiratura, la qualità della stampa e della carta. Sempre riciclata”) nella zona di Trieste e di parte del Friuli Venezia Giulia.
In ogni caso, pur essendo il sito web un po’ scarno, potete scaricare le riviste in formato pdf (come ad esempio, l’ultimo numero di Ottobre da cui ho estratto questo articolo).

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