Il silenzio dei colpevoli

Mi permetto, brevemente, di dire la mia.

A proposito della situazione politica in Tunisia il silenzio è stato assordante: nonostante sia a soli 70 chilometri dalle nostre coste, ci siamo preoccupati di quanto avveniva solo quando, stremati da una situazione disperata, gli africani non siano sbarcati in massa sulle nostre coste. E la colpa l’abbiamo data all’Europa.

Poi l’Egitto. Mentre tutto il mondo si rendeva conto che un cambio di governo fosse auspicabile, visto che la popolazione era stanca di una lunga dittatura e di una corruzione a livelli altissimi, qui in Italia chi ci rappresenta auspicava “che ci possa essere in Egitto una transizione ad un sistema più democratico senza rotture con un presidente come Mubarak che da tutto l’occidente, Stati Uniti in testa, è stato sempre considerato l’uomo più saggio ed un punto di riferimento preciso per tutto il Medio Oriente” , perché tanto qui c’è da pensare di trattare bene la nipote del dittatore (perché il nostro Presidente del Consiglio ci aveva seriamente creduto!! E il parlamento ha creduto alla buona fede del Presidente del consiglio!!! Ma questa è un’altra storia.)

Ora, la Libia. Di Gheddafi se ne potrebbe parlare per anni, ma lasciamo stare. E noi? Nulla, non interveniamo, anzi “La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno. Siamo preoccupati per quel che succede nel nord Africa e per quello che potrebbe accadere a noi se arrivassero tanti clandestini. Mi sto interessando direttamente e stiamo seguendo con il cuore in gola quello che succede” .
Anzi, peggio.
“L’Europa non deve esportare la democrazia. Noi vogliamo sostenere il processo democratico, ma non dobbiamo dire: questo è il nostro modello europeo, prendetelo. Non sarebbe rispettoso dell’ indipendenza del popolo, della sua ownership” Chissà cosa ne pensano gli Afghani e gli Iracheni, di questa dichiarazione di Frattini.

Qual è il problema? Ne avevamo già parlato. Che siamo sotto ricatto di un dittatore. L’Europa, certo, ma soprattutto noi che abbiamo accordi monetari e commerciali con qualcuno che non si degna neanche di rispettare i diritti umani, perché in questo modo non arrivano i clandestini in Italia ma vengono bloccati direttamente in Libia, rispediti al mittente o, peggio, chiusi in dei campi di raccolta che “sono dei lager, abbiamo diverse testimonianza di donne violentate, mentre molti immigrati sono ricattati dalle guardie che chiedono denaro, e non si tratta di fatti isolati ” Pertanto, ora stiamo zitti, non possiamo permetterci di disturbare. Un nostro alleato. Un dittatore.

Tanto, quando avremo problemi con i clandestini, e sarà troppo tardi, un capro espiatorio lo troveremo.

 

P.S.:Se parlo in prima persona plurale, non è un errore. Siamo noi i colpevoli. In questi mesi abbiamo parlato solo dei problemi del (e causati dal) Presidente del consiglio, se un programma come Porta a porta, Ballarò, Matrix o l’Infedele parlano dell’Egitto, lo share è bassissimo.
E soprattutto chi ci governa lo votiamo noi, e (una buona parte di) noi lo difendiamo anche. I colpevoli, siamo noi.

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