Tre punti da cui iniziare.

E’ la prima volta da molti anni (a mia memoria di ventisettenne da sempre, in realtà) che, dopo le elezioni di mid-term (che siano regionali, provinciali o comunali), non tutti possono dire “abbiamo vinto”. E, stranamente, non l’hanno detto. Certo, alcuni, come Alfano, dicono “Abbiamo perso, ma ha perso anche il centrosinistra”, facendo sorridere e, in fondo in fondo (scavando parecchio) anche un po’ compassione. Mettiamo, però, tre punti da cui partire per una successiva, più completa, analisi:

1)    Il Pdl e la Lega Nord, dopo vent’anni di potere, non hanno perso. Semplicemente si sono liquefatti. E il centrodestra, se vuole risorgere, non deve cambiare, ma rinascere da zero.

2)    Il Pd e tutto il centrosinistra (al di là di alti e bassi dei partiti) ha stravinto le elezioni. Se si parte da 56 comuni e si arriva a 96, vuol dire che le elezioni le hai vinte, pochi discorsi.

3)    Nasce il terzo polo. Solo che non è quello previsto, con Casini-Fini-Rutelli (che è già stato dichiarato morto su twitter, a proposito della politica 2.0), ma quello del Movimento 5 stelle. E fa paura, tanta.

Per l’analisi più completa, non mancherò, col tempo…

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