Io, invece, mi ricordo.

Non lo avevamo deciso prima, sembra fatto apposta eppure questo post ce l’avevo in mente da prima che Fabio raccontasse dei suoi ricordi qui.
Perchè io venti anni fa ne avevo undici e mezzo, e quel giorno me lo ricordo perfettamente.

Era il pomeriggio di un sabato di maggio, i primi scorci di una lunghissima estate, come sono quelle dei bambini, liberi da interrogazioni, esami e impegni lavorativi.
Eravamo in Sicilia, a Torrenova, in quella casa di campagna in mezzo agli agrumi, tanto amata e ora tanto rimpianta. La giornata era quasi finita, e stanchi di giocare all’aperto con il pallone eravamo rientrati in casa a far correre le macchinine. Ricordo perfettamente anche dove ero, seduto sui due scalini che dividevano il corridoio e la sala. Il nonno non era in casa, molto probabilmente era in mezzo agli aranci, o forse, vista l’ora, era andato al bar a comprare il nostro gelato quotidiano. Come sempre, cioccolatostracciatellaepanna per me, gianduianocciolaepanna per Fabio. La nonna, invece, era a trafficare in cucina.

Era un sabato spensierato, come tanti. Poi, non so perchè, accesi la tv. E proprio in quel momento, sul primo (si diceva così), la sigla del tg1. Una sigla insolitamente diversa. Era un’edizione straordinaria. Parlavano di un attentato. E mi ricordo perfettamente mia nonna che si avvicinava preoccupata chiedendoci cosa stavano dicendo. E mi ricordo perfettamente, con l’innocenza e l’ignoranza di un bambino, quello che le dissi:

– Non è niente, è solo un attentato.

Già, solo un attentato. Dissi proprio così. Nella mia mente, “attentato” era sinonimo di “avvertimento”. Forse perchè pensavo volesse dire “state attenti”, non so. Conoscevo poco quel termine, allora.
Ma mia nonna non mi corresse. Non disse nulla. Era in silenzio, dietro di me, a guardare la televisione. E io con lei, a veder scorrere quelle immagini che conosciamo tutti. Quelle immagini che mi ricordo perfettamente, nella cornice di un televisore degli anni ottanta, accanto al caminetto spento,  impresse a fuoco nella memoria.

Sono passati venti anni, ne avevo solo undici e mezzo. Ma mi ricordo perfettamente. E posso dire con certezza che in quei momenti cambiò qualcosa in me. Perchè un ricordo triste ma così limpido mi fa capire che la mia coscienza civile nacque quel giorno di venti anni fa.

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4 risposte a Io, invece, mi ricordo.

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  4. anmaneri ha detto:

    L’ha ribloggato su L'Almanaccoe ha commentato:

    Era il pomeriggio di un sabato di maggio, i primi scorci di una lunghissima estate, come sono quelle dei bambini, liberi da interrogazioni, esami e impegni lavorativi.

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