Capaci per la nostra generazione

E poi, dopo aver letto i ricordi di tuo fratello, e aver scritto dei tuoi, di ricordi, piacevolmente sorpreso dalla coincidenza nel voler entrambi riportare alla luce quei brutti momenti, subito dopo aver aggiornato il blog leggi un bellissimo post di Giuseppe Provenzano sull’Unita.it, e trovi la spiegazione.

Capaci segnò i ragazzi italiani come in tutto il mondo i bambini sotto le bombe di qualunque guerra. Anni dopo, siciliani e calabresi in giro per l’Italia, a Bologna o a Pisa, nei giorni della memoria organizzavano iniziative di commemorazione. E tornava sempre quella infantile urgenza di riandare al ricordo privato di quando scoppiò la bomba. Le chiacchiere dei fuorusciti dal Sud degli anni Duemila sembravano allora chiacchiere di sfollati. Però davvero nasceva così, in molti, di fronte alle immagini di terra sventrata e Fiat croma che rimbalzavano sul vociare dei parenti (“la mafia, lo Stato”), o persino durante le parole povere di un’omelia di paese nella domenica della Comunione, un impegno morale, una prima leva civile, politica.

( http://frontierasud.comunita.unita.it/2012/05/23/quella-sera-di-maggio-del-1992/ )

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