Endorsement scomodi

Parlando del centrosinistra, da un po’ di tempo, destano sospetti alcune dichiarazioni che, per così dire, sono state piuttosto inaspettate, per non dire scomode:

1) Matteo Renzi, da quando ha annunciato la sua candidatura ha scoperto che, potendo, voterebbero per lui Flavio Briatore (“Rinnovo la stima a Matteo”), Lele Mora (“Ora come ora voterei Renzi“),  Michaela Biancofiore (“Matteo si ispira a Berlusconi“), Marcello Dell’Utri (“Renzi mi ricorda Silvio“), Nunzia de Girolamo (“Senza Berlusconi e con un nuovo partito andrei con lui“), Iva Zanicchi (“Renzi mi piace perchè ha personalità. Ed è pure un bell’ometto“) e chissà quanti altri.

2) Pierluigi Bersani, invece, ha ricevuto parecchi “endorsement” in meno, ma ne basta uno solo per fare pari e patta: Casa Pound (“Il nostro candidato è Bersani“).

A questo punto le cose sono due: o si tratta di “enorsement” fatti per indebolire il candidato, trattandosi tutti di personaggi che sarebbe un eufemismo definire poco amati a sinistra, oppure siamo di fronte al più grande “liberitutti” che la politica italiana abbia visto dai tempi di Tangentopoli. E, giusto per ricordarlo, da allora a ieri, praticamente, siamo stati governati da una specie di comico-populista che raccontava barzellette. Ehi, aspetta, io un comico che si è buttato in politica da poco lo conosco…

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