A muso duro

Gentilissimi Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Lorenzo Jovanotti, Ligabue, Litfiba, Fiorella Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero e Zucchero, capisco che il vostro sia stato un omaggio ad un grande della musica italiana, oltretutto emiliano, e troppo poco ricordato. Ve ne dò atto.
E, sia chiaro, non faccio parte di quella schiera di detrattori che ritiene che un evento come “Italia loves Emilia” sia una strategia di marketing. Siete riusciti a fare un gran concerto, davanti a migliaia di persone, per una buona causa.

Però, perdonatemi, ma la canzone come si chiama? “A muso duro“. E come va cantata? Con la rabbia di un guerriero senza patria e senza spada, non come una canzonetta da canticchiare tutti insieme, manco fosse “We are the world”.

La prossima volta ascoltate meglio, ed imparate dal maestro. Che tra l’originale e la vostra cover, c’è un abisso.

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2 risposte a A muso duro

  1. Marco Carnazzo ha detto:

    Ti odio.
    Non sapevo niente di questa cover. E se non fosse stato per te avrei continuato a vivere nella mia più che beata ignoranza 😦 .

    • anmaneri ha detto:

      Ma no.
      Io apprezzo l’intenzione, ma se il solo momento emozionante è rappresentato dall’ultimo verso, quello cantato da Bertoli, uno dovrebbe porsi delle domande.

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