Daje Beppe

2010, Beppe Grillo, dopo averne comprato appositamente qualche azione, interviene nell’assemblea di Telecom (azienda in mano a privati dal 1997), pronunciando le seguenti parole:

Telecom è morta, per salvare l’occupazione residua va venduta al più presto a Telefonica e la dorsale deve ritornare in mani pubbliche dando ad ogni operatore le stessa possibilità e non a un unico soggetto. (…) Senza infrastrutture l’Italia non ha un futuro e neppure un presente. Cari Bernabè e Galateri, vendete quello che è rimasto a Telefonica, restituite la dorsale allo Stato e dopo andate a casa, insieme al consiglio di amministrazione, prima del fallimento.

23/9/2013, Telecom viene venduta agli spagnoli di Telefonica.

24/9/2013, Beppe Grillo scrive sul suo blog:

In passato, anni fa, avevo previsto questa fine ingloriosa con la cessione a Telefonica.

(più che previsto, avevi chiesto che accadesse, ma vabbè, non fa nulla…)

Il danno che deriva all’Italia dalla perdita di Telecom Italia è immenso. Il governo deve intervenire per bloccare la vendita a Telefonica con l’acquisto della sua quota (…). Subito dopo va avviata una commissione di inchiesta parlamentare per accertare le responsabilità e gli eventuali guadagni illeciti.

Cambiare idea è lecito. Anzi, di più.

Il problema, qui, è che se in assemblea degli azionisti (dopo che, pubblicamente, hai comprato delle azioni al solo scopo di poter intervenire) chiedi di vendere l’azienda, il giorno che questa viene venduta non puoi pretendere che si torni indietro.

A meno che non dimostri di essere stato ubriaco in una delle due occasioni.

“Solo gli sciocchi non cambiano mai idea”. E’ una frase che mi ha sempre colpito per la sua inutilità. Nessuno nega la possibilità di cambiare idea, di essere convinti da qualcuno che la propria posizione fosse sbagliata, di essere corretti. A tutti capita di accorgersi di aver sbagliato qualcosa.

Quando si cambia idea, però, forse sarebbe il caso di accennare (per non voler esagerare) almeno una piccola autocritica. Soprattutto se sei un personaggio pubblico. Soprattutto se ogni telegiornale ha trasmesso, per giorni, il tuo intervento in materia, quando ancora eri di un altro parere. Ma no, non ti preoccupare, Beppe. I comici servono a far ridere. La visione di politica economica lasciala a chi se ne deve occupare. Che so, il leader di un movimento che ha preso il 25%, ad esempio.

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