Prima di urlare

Sul tema del giorno (di ieri: le carceri non fanno notizia per più di mezza giornata), non ho ancora letto l’articolo odierno di Travaglio, ma posso immaginarlo. Da fine giurista qual’è, avrà sparato a zero contro Napolitano, senza sapere di cosa si parla, ma giusto per fornire argomenti a casaccio al popolo degli urlatori (magari usando una decina di volte la parola “Casta” e punti esclamativi come se non ci fosse un domani).

Sul tema, occorrerebbe leggere, prima di urlare. Magari si impara a dire cose meno facili.

In ordine:

1) Messaggio del Presidente della Repubblica alle camere.

2) Commento di chi, delle carceri, se ne occupa. (Seguite anche i link che sono contenuti nell’articolo, aiutano a capire meglio)

3) Risposte serie a domande stupide (dico stupide solo perchè me le sono poste anch’io. Tutte.)

4) Un bell’articolo di commento.

Alla fine, se rimanete della stessa opinione, potete urlare quello che volete.

 

Edit: lo ammetto, sono caduto in contraddizione.

Ho invitato a leggere ed informarsi, prima di parlare, ma poi ho parlato di Travaglio senza leggerne l’articolo. Ero stato fuorviato dal titolone di prima pagina del Fatto che avevo trovato su internet:

Adesso ho risolto: ho letto il commento di Travaglio e ho cambiato idea. E’ molto peggio di quello che avevo scritto: un articolo che si limita all’insulto, con un linguaggio che è una via di mezzo tra un racconto di facile approccio, manco si trattasse di un romanzo di Fabio Volo, e un post insultante preso dal blog dell’ex-comico più famoso d’Italia (con quella ripetizione dell'”a noi!” col quale si vorrebbe autoproclamare giusto tra gli ingiusti – con un plurale maiestatis che neanche Manzoni -, e che invece ricorda uno slogan fascisteggiante).

Basta leggerne alcuni estratti, per farsi un’idea:

– “Il massimo rappresentante di una classe politica incapace e cialtrona che da vent’anni non fa altro che inventare reati inutili e riempire vieppiù le carceri per gabbare la gente, vellicarne i più bestiali istinti e nascondere la propria inettitudine, cade dal pero e viene a raccontarci (a noi!) che bisogna liberare un’altra volta decine di migliaia di criminali, come già nel 2006”;

– “E ora viene a spiegarci (a noi!) che le prigioni sono strapiene e bisogna spalancarne le porte con una bella legge libera-tutti (o quasi). Indulto e, già che ci siamo, pure amnistia.”

– “Nella migliore delle ipotesi, i processi in corso di B. saranno falcidiati dall’ennesimo sconto di 3 anni di pena (come già accaduto per 3 anni su 4 nel processo Mediaset); e, nella peggiore, non si celebreranno proprio per l’amnistia (che estingue direttamente il reato).”

– “Il tutto è reso ancor più odioso dal ricatto morale del solenne messaggio alle Camere di un Presidente che pare abbia vissuto su Marte fino a ieri mattina, e scopre all’improvviso l’urgenza del colpo di spugna per evitare una sanzione europea tanto sacrosanta quanto prevedibile e prevista.”

Insomma, un insieme di falsità imbarazzanti.

Si può avere l’opinione che si vuole, chiaramente. Ma nessuno può ergersi a puro e limpido.

Però, magari, se fai il giornalista, prima dovresti informarti. Potrebbe essere utile.

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