L’Odisseo moderno (cioè io)

Breve cronaca delle vicissitudini di un Ulisse dei giorni nostri (il sottoscritto) alle prese con treni, calendari e coincidenze varie.

1. Prendo un treno successivo rispetto a quanto progettato, perchè la riunione con il cliente è stata spostata di due ore.
D’altronde, dovendo scegliere tra me e l’Amministratore Delegato, posso capire la sua motivazione.

2. Anche se c’è un treno diretto da Milano a Udine, decido di prenderne uno precedente, cambiando a Mestre.
Pazienza per lo sbattimento, almeno arrivo mezz’ora prima a casa.

3. Arrivato in Stazione Centrale, leggo con la coda dell’occhio che per motivi legati al maltempo (REALLY?) i treni percorrenti la tratta Roma-Firenze hanno consistente ritardo.
Non ci penso poi tanto, in fondo, io parto da Milano.

4. Giunto a Verona, mi sorge il dubbio.
Io parto, sì, da Milano, ma la coincidenza da prendere a Mestre parte DA ROMA!

5. Mi affido a Viaggiatreno (il più valido motivo per cui si possa concedere ancora fiducia a Trenitalia) e scopro che, sì, quel treno ha accumulato ritardo.
117 minuti.
Giusto un pelino.

treno RM-UD

Forse potrei chiedere un passaggio a loro…

6. Prima di affidarmi al calendario e scorrere i santi dal primo gennaio al trentun dicembre, provo a vedere quale alternativa ci sarebbe stata a Mestre.
Un treno regionale. Anzi, regionalissimo (questo è il termine che in confidenza dò a quei treni che si fermano davanti a tutti i numeri civici che si trova davanti), che partirebbe dopo SOLO 50 minuti dal mio arrivo in stazione.
(e sì, ai treni dò confidenza. Dopo 10 anni di pendolarismo indefesso, posso anche permettermelo)

7. Con una mano già sul calendario di cui sopra, provo un’ultimo tentativo. E quel famoso treno di cui al punto due, quello che sarebbe partito mezz’ora dopo da Milano?
Quello non ferma a Mestre.

8. Mentre Maria Santissima Madre di Dio mi guarda preoccupata dall’alto del primo di gennaio, temendo una mia fantasiosa invocazione, io tento l’ultima disperata soluzione: vedere se ci sono altre fermate oltre Verona, che ricordavo essere l’ultima possibile, per scendere e cambiare al volo.
Mi sbagliavo, non era l’ultima. C’è Vicenza.

La stazione più bella del mondo.

La stazione più bella del mondo.

9. Aggrappato a questa improvvisa speranza provo a fare il doppio salto della quaglia: accendo il pc e (nonostante l’accensione inaspettatamente lentissima mi consigliasse di non posare troppo lontano il calendario, che non si sa mai) riesco a collegarmi al sito di Trenitalia (il secondo motivo per cui si possa concedere ancora un briciolo di fiducia a Trenitalia) e compio il miracolo: cancellazione prenotazione e sostituzione con diversa soluzione in 1 minuto e 23 secondi!
Ok, ok, non ho cronometrato, però il passeggero a fianco si è talmente stupito che mi stava chiedendo l’autografo.
Il tutto mentre mi supportava sorreggendo il calendario, che se non ci si aiuta tra noi pendolari…

10. Scendo a Vicenza e riesco persino a prendere un panino con calma (“Glielo scaldo?” “Ma sì, c’è tempo”) prima di salire, esausto, sul treno che mi porterà a Udine.rat-man udine

Ora vi saluto, che devo chiudere.
Sapete com’è, su questo treno le prese non funzionano mica, eh.

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